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"I am Neda": la "voce" dei diritti umani risuona forte.

 

"Neda era (..) una ragazza come molte altre in Iran. Da un anno la sua stanza è rimasta intatta: il poster di Mark Knopfler dei Dire Straits, i libri preferiti che teneva in bella mostra, anche quelli vietati: da Siddharta a Cime tempestose, il romanzo che amava più di tutti."
(Hajar Rostami-Motlagh, madre di Neda Agha-Soltan)

 

 

Il 20 giugno 2009, Neda Agha-Soltan, 27 anni, è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco durante una manifestazione, in una via di Teheran, la città in cui abitava.
 
Quella sera Neda (nome che in farsi significa "voce"), rimasta bloccata nel traffico provocato da una manifestazione pacifica, è scesa dalla macchina in cui si trovava insieme al suo insegnante di musica. Quando miliziani Basij hanno fatto irruzione in moto tra la folla, brandendo spranghe e coltelli, i manifestanti si sono spostati più avanti per continuare la protesta.
 
Un sonoro colpo d'arma da fuoco ha colpito Neda al petto. È morta qualche minuto dopo in macchina, mentre veniva portata in ospedale. L'uomo della milizia Basij, Abbas Kargar Javid, che è stato fermato dai manifestanti e che avrebbe urlato "non volevo ucciderla", non è stato ancora assicurato alla giustizia.  
 
Le autorità hanno tentato di far scendere il silenzio sulla morte di Neda, inizialmente cercando di addossare la responsabilità di quest'uccisione ai manifestanti, successivamente parlando di complotto esterno per rovesciare la Repubblica islamica. Il governo ha vietato che si pregasse nelle moschee e che si tenessero veglie funebri. Ai suoi funerali, alcuni membri della milizia Basij hanno disperso con violenza la folla.  Il 5 novembre, la  tomba di Neda è stata distrutta, sembra da ufficiali del governo. Le autorità hanno tentato di corrompere la famiglia di Neda affinché perché affermasse che era stata uccisa dai manifestanti nel tentativo di far scoppiare la rivoluzione.
 
Ma, nonostante tutto, Neda Agha-Soltan è diventata il simbolo della repressione delle pacifiche proteste postelettorali. Gli istanti dell'uccisione di Neda sono stati ripresi in un filmato che è circolato su internet ed è stato visto da milioni di persone e la frase "I am Neda" risuona di notte nelle strade di Teheran, in segno di sfida nei confronti di un governo che impedisce anche di commemorarla. 
 
In occasione del primo anniversario dell'uccisione di Neda, Amnesty International ha lanciato un'iniziativa globale per raccogliere in una galleria le immagini di persone di ogni parte del mondo  che chiedono il rispetto dei diritti umani in Iran attraverso la frase "I am Neda". 

 

 

Visita il site: www.nedaspeaks.org

 

Fonte: www.amnesty.it

 

I capricci dei bambini

Perché un bambino fa i capricci? Come evitare che cresca viziato?

a cura di: Dott. Leo Venturelli (pediatra)

Come si presenta un bambino che fa i capricci?

È un bambino indisciplinato, difficile da sopportare: non segue le regole, non collabora, non si applica, protesta su tutto, non è in grado di dare un senso a ciò che vuole, ha la pretesa di volere tutto e subito, non tollera avere dei rifiuti, fa capricci per qualsiasi cosa. Questo carattere spesso deriva da un eccessivo permissivismo dei genitori, che proteggono molto il bambino, impedendogli di avere frustrazioni; in qualche occasione, quando i genitori lavorano entrambi, sono la tata o i nonni a provvedere a qualsiasi richiesta del bambino e a cedere a tutte le sue pretese, viziandolo.

Il motivo per cui certi genitori sono tanto permissivi coi figli dipende dalla scarsa propensione a stabilire regole chiare di disciplina col figlio. Alcuni genitori non vogliono provocare reazioni negative, come il pianto; le capacità di un bambino di fare i capricci iniziano non prima dei 5-6 mesi. Spesso la stessa madre, riprendendo il lavoro, quando torna a casa si sente in colpa per aver abbandonato per cosi tanto tempo il figlio e gli concede tutto pur di non contrariarlo.

Esiste confusione tra prestare attenzione al bambino e viziarlo: in genere è bene occuparsi del bambino, ma può risultare negativo essere a sua disposizione per qualsiasi cosa o al momento sbagliato, per esempio quando deve imparare a giocare da solo o con altri coetanei, oppure dopo che si è comportato male. Se sarete sempre a sua disposizione, non imparerà ad aspettare. Contrariamente a quello che si pensa, tenere in braccio un bimbo non è un sistema per viziarlo: pensate che in molte culture extra-europee il bambino passa molto più tempo in braccio alla madre.

 

 Fonte: www.mammepapa.it

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